Accademia del Lipedema

Che cosa ci dice lo studio pilota LIPODIET? Dieta chetogenica, dolore e qualità di vita nel lipedema

Prof.Dr. Mustafa SAÇAR

Lo studio pilota LIPODIET è un piccolo intervento nutrizionale, ma clinicamente interessante, su alimentazione povera di carboidrati e ricca di grassi nel lipedema. Il messaggio va mantenuto equilibrato: durante sette settimane di dieta LCHF/chetogenica il dolore si è ridotto e la qualità di vita è migliorata; tuttavia il campione era molto piccolo, mancava un gruppo di controllo e il dolore è tornato ai livelli iniziali dopo il passaggio alle raccomandazioni nutrizionali nordiche (Sørlie et al., 2022). Non significa quindi che la dieta chetogenica curi il lipedema. Suggerisce piuttosto che la restrizione dei carboidrati possa influenzare il dolore e il carico quotidiano in alcune donne.

Quale domanda poneva lo studio?

Gli autori hanno chiesto se una dieta povera di carboidrati e ricca di grassi, programmata come eucalorica, cioè non pensata principalmente per dimagrire, potesse modificare dolore, qualità di vita, peso corporeo e composizione corporea nelle donne con lipedema. È una domanda importante perché molte pazienti sentono dire che il tessuto del lipedema è resistente alla dieta e all’esercizio tradizionali, ma hanno bisogno di strategie concrete. alimentazione per lipedema va quindi inserita nel percorso di gestione dei sintomi, non vista come promessa di guarigione.

Tipo di studio, metodo e campione

Si tratta di uno studio pilota prospettico a braccio singolo, non di uno studio randomizzato controllato. Sono state incluse nove donne con lipedema alle gambe, età 18-75 anni e BMI tra 30 e 45 kg/m2. Le partecipanti hanno seguito sette settimane di dieta LCHF/chetogenica e poi sei settimane di alimentazione secondo le raccomandazioni nordiche. Il dolore è stato misurato con scala visiva analogica, la qualità di vita con un questionario per linfedema, mentre peso e composizione corporea sono stati valutati all’inizio, alla settimana sette e alla settimana tredici (Sørlie et al., 2022).

Risultati principali: cosa è nuovo e cosa si conferma?

Dopo sette settimane, la perdita media di peso è stata di 4,6 kg e il dolore si è ridotto di 2,3 cm. Il dato più interessante è che la riduzione del dolore non era significativamente correlata alla perdita di peso. In questo piccolo campione il dolore non si spiegava solo con la bilancia. Alla settimana tredici il peso era in gran parte mantenuto, ma il dolore era tornato al livello iniziale. Questo apre ipotesi su chetosi, carico di carboidrati, liquido tissutale, segnali infiammatori o modulazione del dolore, senza provarle in modo definitivo (Sørlie et al., 2022).

L’elemento nuovo è il segnale che la composizione della dieta possa incidere sul dolore a breve termine. L’elemento già noto è che il lipedema non è soltanto un problema di peso. Dolore, sensibilità e limitazione quotidiana non seguono sempre l’andamento del peso corporeo; dolore del lipedema resta un riferimento utile quando si interpretano studi nutrizionali.

Come si collega alla letteratura successiva?

Il segnale di LIPODIET è stato in parte rafforzato da uno studio randomizzato controllato successivo. Lundanes et al. hanno randomizzato 70 donne a una dieta povera di carboidrati o a una dieta povera di grassi ed energia; la riduzione del dolore è stata maggiore nel gruppo a basso contenuto di carboidrati (Lundanes et al., 2024a). Un’analisi secondaria con risonanza magnetica ha riportato in quel gruppo una riduzione dell’area di tessuto adiposo sottocutaneo del polpaccio, della circonferenza del polpaccio e del dolore; entrambi i gruppi, però, hanno perso anche area muscolare o massa magra (Lundanes et al., 2024b). Questo sostiene l’idea che il dolore non dipenda solo dal peso, ma rende importante proteggere la massa muscolare con proteine, esercizio di forza e monitoraggio.

Una revisione sistematica con meta-analisi del 2024 ha riportato riduzioni di peso, BMI, circonferenze e sensibilità al dolore con interventi LCHF/chetogenici, ma con un numero limitato di studi e qualità da interpretare con prudenza (Amato et al., 2024). Una revisione sistematica del 2025 è stata più cauta: nove studi erano eterogenei, il rischio di bias spesso moderato-alto e l’effetto clinico delle diete rimaneva incerto (de Oliveira et al., 2025). Per questo la linea guida S2k attuale insiste sull’approccio multidisciplinare; nutrizione, linfodrenaggio e compressione e movimento fanno parte dello stesso piano (Faerber et al., 2024).

Forza delle prove e limiti

  • Punto forte: misura direttamente dolore e qualità di vita in donne con lipedema.
  • Limite principale: nove partecipanti e assenza di gruppo controllo non permettono conclusioni causali solide.
  • Durata breve: la persistenza del beneficio sul dolore non è stata dimostrata.
  • Generalizzabilità: i risultati non valgono automaticamente per tutti gli stadi né per pazienti senza obesità.
  • Misurazione: il dolore riferito dalla paziente è importante, ma può risentire di aspettative e fluttuazioni quotidiane.

Che cosa significa nella pratica?

Lo studio suggerisce che dieta chetogenica e low-carb possa essere discusso in pazienti selezionate, soprattutto quando dolore e carico metabolico coesistono. Serve però una valutazione individuale: funzione renale ed epatica, farmaci per il diabete, gravidanza o allattamento, storia di disturbi alimentari, profilo lipidico, capacità di esercizio e sostenibilità. Nel lipedema il successo non è solo dimagrire: contano dolore, preservazione muscolare, tolleranza intestinale, sonno e mobilità.

Che cosa non va frainteso?

Lo studio non dimostra che la dieta chetogenica elimini il tessuto del lipedema o guarisca la malattia. Non dimostra nemmeno che il lipedema scompaia dimagrendo; in LIPODIET il dolore è migliorato senza correlazione chiara con il calo ponderale e poi è tornato nonostante il peso restasse ridotto. lipedema e dimagrimento rimane quindi una domanda clinica centrale. Lipedema e obesità possono coesistere, ma non sono la stessa cosa; lipedema o obesità aiuta a leggere questi studi senza eccessi.

Quali domande restano aperte?

Non sappiamo ancora se la riduzione del dolore dipenda da chetosi, minori carboidrati, energia totale, liquido tissutale, infiammazione o più fattori insieme. Quali stadi rispondono meglio? Come prevenire la perdita muscolare? Qual è l’impatto su carico psicologico e comportamento alimentare? LIPODIET non chiude queste domande, ma offre un segnale precoce utile per studi più robusti.

20/05/2026
20/05/2026
Mustafa SAÇAR
Prof.Dr. Mustafa SAÇARKalp ve Damar Cerrahisi UzmanıÖzel Cerrahi Hastanesi, Denizli, TURKEY

Bibliografia

  1. Sørlie, V., De Soysa, A. K., Hyldmo, Å. A., Retterstøl, K., Martins, C., & Nymo, S. (2022). Effect of a ketogenic diet on pain and quality of life in patients with lipedema: The LIPODIET pilot study. Obesity Science & Practice, 8(4), 483–493.doi:10.1002/osp4.580PMID: 35949278
  2. Lundanes, J., Sandnes, F., Gjeilo, K. H., Hansson, P., Salater, S., Martins, C., & Nymo, S. (2024a). Effect of a low-carbohydrate diet on pain and quality of life in female patients with lipedema: A randomized controlled trial. Obesity, 32(6), 1071–1082.doi:10.1002/oby.24026PMID: 38627016
  3. Lundanes, J., Gårseth, M., Taylor, S., Crescenzi, R., Pridmore, M., Wagnild, R., Hyldmo, Å. A., Martins, C., & Nymo, S. (2024b). The effect of a low-carbohydrate diet on subcutaneous adipose tissue in females with lipedema. Frontiers in Nutrition, 11, 1484612.doi:10.3389/fnut.2024.1484612PMID: 39574523
  4. Amato, A. C. M., Amato, J. L. S., & Benitti, D. A. (2024). The efficacy of ketogenic diets (low carbohydrate; high fat) as a potential nutritional intervention for lipedema: A systematic review and meta-analysis. Nutrients, 16(19), 3276.doi:10.3390/nu16193276PMID: 39408242
  5. de Oliveira, J., Padilha de Paula, A. C., & Guimarães, V. H. D. (2025). Clinical or cultural? Dietary interventions for lipedema: A systematic review. Maturitas, 202, 108716.doi:10.1016/j.maturitas.2025.108716PMID: 40939491
  6. Faerber, G., Cornely, M., Daubert, C., Erbacher, G., Fink, J., Hirsch, T., Mendoza, E., Miller, A., Rabe, E., Rapprich, S., Reich-Schupke, S., Stücker, M., & Brenner, E. (2024). S2k guideline lipedema. JDDG: Journal der Deutschen Dermatologischen Gesellschaft, 22(9), 1303–1315.doi:10.1111/ddg.15513PMID: 39188170

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